martedì, 19 giugno 2007
ed io che pensavo che nella vita bisognasse fare una trafila di scelte
giuste a cominciare dal serio impegno negli studi a quello solidale
di confronto con gli altri nel sociale e nella politica!!


qui pare che più si è stati stronzi e nazifascisti più ti si guardi
con un "poverino" quando sei in (giusta) difficoltà mentre se sei
stato corretto (quanti compagni dottori in giurisprudenza disoccupati
di lungo corso!!) nessuno ti caga...


RIPORTO SOTTO IL COMUNICATO UFFICIALE DELL'ANPI



Il Comitato Nazionale dell'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani
d'Italia – appreso che l'Ufficio militare di sorveglianza di Roma ha
disposto per il criminale nazista Erich Priebke l'autorizzazione ad
allontanarsi quotidianamente dall'abitazione in cui sconta agli
arresti domiciliari la condanna all'ergastolo per la strage delle
Fosse Ardeatine – intende esprimere pubblicamente il proprio sconcerto
per una decisione che rinnova, una volta ancora, il dolore dei
familiari delle vittime e indigna tutti coloro che hanno lottato per
la libertà del nostro Paese, unitamente ai cittadini nei quali è
sempre acceso il ricordo per uno dei crimini più odiosi scaturiti
dalla barbarie dell'occupazione nazifascista dell'Italia.
Erich Priebke lascia i domiciliari in motorino. 19 giugno 2007 La
possibilità di recarsi "tutti i giorni, libero nella persona" negli
uffici del suo legale preoccupa, infatti, non tanto per la
pericolosità del Priebke quanto per l'eventualità che egli possa
nuovamente sottrarsi alla giusta pena cui è sfuggito per mezzo secolo.
Riteniamo che per i crimini commessi contro l'umanità, in assenza di
un qualsiasi segno di rimorso e ravvedimento, non possa usarsi
clemenza. Neppure l'età avanzata può giustificare da parte dello Stato
un allentamento della sorveglianza e un gesto di indulgenza.
Clemenza, indulgenza e rispetto della dignità della persona umana:
l'ufficiale delle SS ha sempre dimostrato, coi fatti e con gli
atteggiamenti, che tali sentimenti non trovano dimora nel suo animo. A
partire da quel 24 marzo del '44 in cui con matematica ferocia e
accanimento si rese colpevole dell'assassinio a sangue freddo di 335
italiani, uomini e ragazzi, lavoratori e intellettuali, studenti e
militari, cattolici ed ebrei.

Roma, 13 giugno 2007




postato da: ANPISALERNO alle ore 11:44 | Permalink | commenti
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